La Tartancoperta: piastrelle 9 e 10

Liete dell’entusiasmo suscitato dall’argomento “piastrelle” (la scrivente è stata perfino interrogata per la strada a Genova in proposito, segno che l’interesse è – giustamente – alto), prosegue fiera la pubblicazione delle nostre opere.
Essendo stata chiamata in causa, è tempo che vi mostri le interpretazioni di:

Larry (sempre la scrivente)

Ovviamente a tema gastronomico e nei toni forti dell’arancio e del nero, questa Tartanruga ha il corpo a posatine e il carapace che raffigura una tovaglia apparecchiata per il dessert. Volutamente proteso in avanti, l’animale è colto dall’artista – e contemporaneamente la rappresenta – del gesto di gettarsi a capofitto in una metafisica montagna di bignè.

Elisa

Si accorda deliziosamente con il tema alimentare l’interpretazione di Elisa, che è anche la realizzatrice del logo originale e una vera creativa.
Con il carapace fatto di una gerla di fragole, questa Tartanruga è colta nella gioia di portare il frutto del proprio impegno (alcuni critici ravvisano nella scelta un omaggio alle radici friulane dell’autrice).
Da segnalare la “tecnica mista” con cui  stata realizzata: il cestino è di vera juta e l’occhio è una preziosa perlina di ceramica con vera smaltatura raku.

Dillo in giro

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